Conferenza sulla bellezza
FANTASTIKA BIO-ECO COSMETICA,  SALUTE E BENESSERE

CONFERENZA DI BELLEZZA CON FANTASTIKA BIO-ECO COSMETICA

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace.

Così ha inizio la Conferenza di Bellezza indetta da FantastiKa Bio-Eco Cosmetica a cui ho partecipato qualche giorno fa.
Karen Pruccoli, fondatrice del brand, dopo una prima presentazione di FantastiKa e di se stessa dà il via a una serie di diapositive attraverso le quali prova ad illustrarci l’evoluzione del concetto di bellezza a partire dall’età della pietra, passando per gli antichi egizi e gli antichi greci, per arrivare, infine, al significato di bellezza al giorno d’oggi.
L’argomento è davvero molto ampio, profondo e, soprattutto, oggetto di infinite interpretazioni.
La prima domanda che Karen ci pone è: la bellezza è oggettiva o soggettiva?
Se rileggiamo il detto popolare che ho scritto a inizio articolo, vien subito da pensare che la bellezza sia decisamente soggettiva.
Ma sarà davvero così?

DAL PALEOLITICO ALL’ANTICA GRECIA

Come cambia il concetto di bellezza dal Paleolitico all’Antica Grecia?
Se nel Paleolitico la bellezza non aveva particolari proporzioni ed era raffigurata come una donna dalle curve estremamente pronunciate e morbide, nell’Antica Grecia si sviluppa invece il concetto di bellezza perfettamente proporzionata. Nasce, infatti, la Sezione Aurea. Ovvero, un semplice rapporto tra grandezze diventato però fondamentale oltre che in geometria, anche in botanica, fisica, zoologia, architettura, pittura e musica.
Nell’Antica Grecia non solo l’arte rappresentava una costante nella vita dei cittadini, ma era anche strettamente collegata alla religione, alla politica, all’etica e ad altri aspetti della vita quotidiana. La bellezza era vista come un’intersezione tra proporzione, ordine e armonia.

Concetto di Bellezza
A sinistra La Venere di Windelldorf, a destra I bronzi di Riace

 

LA BELLEZZA SACRA E CASTIGATA DEL MEDIOEVO

Facciamo un grande salto in avanti fino a piombare nel Medioevo, periodo noto anche per la caccia alle Streghe, dove la bellezza diventa qualcosa di demoniaco. Lo specchio diventa una sorta di porta dell’Inferno. Ecco che le donne devono coprirsi, devono sottomettersi alla volontà dell’uomo e del Signore, devono cercare di attenersi il più possibile all’ideale di bellezza remissivo e umile ritrovabile nella figura sacra della Madonna. La nudità è concessa solo al Cristo in Croce.

la bellezza nel medioevo

LA BELLEZZA SOGGETTIVA DEL RINASCIMENTO

Il Rinascimento porta con sé grandi cambiamenti. È in quest’epoca che la bellezza diventa soggettiva, la bellezza viene interpretata dagli artisti, non segue canoni precisi, inizia a riscoprirsi.
Alla fine del 1400 ritornano in auge le proporzioni perfette degli antichi greci soprattutto grazie all’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, dove le proporzioni del corpo umano sono illustrate attraverso forme geometriche.

Uomo vitruviano - Leonardo da Vinci
Uomo vitruviano – Leonardo da Vinci

Ma Leonardo da Vinci è anche autore de La Gioconda, uno dei dipinti più famosi del mondo e probabilmente della storia, il capolavoro che lo ha reso celebre nei secoli.
Un ritratto che va ben oltre i limiti tradizionali del genere ritrattistico. Un’opera misteriosa ed enigmatica, dove l’anima è presente ma inaccessibile.

La Gioconda
La Gioconda – Leonardo da Vinci

LA FILOSOFIA DEL 1700-1800

Arriviamo al periodo in cui la bellezza è a un bivio. La bellezza è davvero solo soggettiva? O ci sono dei presupposti che inducono a pensare alla bellezza come un concetto oggettivo?
Se da un lato abbiamo Kant, secondo il quale la bellezza è esclusivamente soggettiva poiché per comprenderla appieno è necessario pensare con la propria testa, dall’altro lato abbiamo Hume, per il quale la bellezza è sì soggettiva però, se una cosa è bella per molte persone e viene reputata tale per molti secoli, significa che esiste una certa oggettività.

DAL XX SECOLO AI GIORNI NOSTRI

Ed eccoci arrivati al ventesimo secolo. Dove c’è una vera e propria rivoluzione del concetto di bellezza.
La bellezza assume definitivamente la definizione di: qualcosa che provoca piacere.
Se dovessimo riassumere il ventesimo secolo ne uscirebbero queste quattro parole: Narcisismo, Imitazione, Provocazione e Consumismo.
Nasce il Cinema. E con esso, purtroppo, nascono i canoni di bellezza. Canoni che portano inevitabilmente alle crisi di identità.
Nascono anche le prime grandi case cosmetiche come L’Oreal, Lancôme, Helena Rubinstein.
Le attrici sono belle. Se assomigli a una di loro considerati bella, altrimenti non ti preoccupare, arrivano i cosmetici in tuo aiuto.
Ed ecco che il consumismo inizia a regnare incontrastato.
L’avvento della chirurgia estetica, poi, segna l’inizio di un nuovo concetto di bellezza: la bellezza oggettiva necessaria a tutti i costi. La bellezza diventa una malattia, diventa un’ossessione. La bellezza non è più qualcosa che fa stare bene, ma diventa motivo di preoccupazione, di insicurezza, di eterna insoddisfazione, di depressione.

barbie umana
Barbie umana

 

Ken umano
Ken umano

Durante la conferenza si è parlato anche di ingredienti tossici e di dermocompatibilità, sottolineando quanto sia fondamentale nel campo della cosmetica essere consapevoli. Conoscere ciò che ci si spalma addosso risulta necessario per la nostra salute.

Ovviamente questo mio articolo vuole essere una sorta di sintesi di ciò che è stato raccontato alla conferenza. Di cose da dirvi ce ne sarebbero ancora tantissime ma non vorrei rischiare di annoiarvi.
Diciamo che prima di parlare di cosmetica è fondamentale conoscere la storia della bellezza poiché è quest’ultima che ha dato il via all’esigenza dell’utilizzo di cosmetici.
Spero che questo articolo possa essere per voi spunto di numerose riflessioni così come la Conferenza di Bellezza lo è stata per me.
Ringrazio ancora Karen e il team FantastiKa per avermi dato la possibilità di partecipare a questo evento, un evento che mi ha arricchita tantissimo, sia dal punto di vista personale che culturale.
Se il concetto di bellezza si sia evoluto nel tempo o meno lo lascio decidere a voi.
Io un’idea me la sono fatta.

A presto.

Francesca

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